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Basta guardare gli scaffali del supermercato per rendersi conto di quanto i nomi siano importanti. Lo sono a tal punto che sentiamo il bisogno di vederli scritti persino sulle bottiglie e sulle lattine della Coca-Cola. All’inizio della campagna pubblicitaria “Condividi questa Coca-Cola con…” ricordo di aver pensato ingenuamente che fosse un’iniziativa limitata, destinata a un pubblico di teenager dall’ego autoreferenziale e con l’ossessione per Facebook. Poi un giorno non ho resistito e ho messo nel carrello una lattina con il nome Marcello: un pensiero affettuoso per il mio socio preferito (nonché unico). Non essendo più una teenager da un anno o due o forse tre, ho capito che anche stavolta Coca-Cola aveva colto nel segno: in fondo ci basta vedere il nostro nome o quello di una persona cara su una bottiglia di caramello frizzante per tirarci un po’ su (quello e la caffeina, ovviamente).

Vuoi vivere per sempre? Diventa un nome!

Fin dall’antichità dare il proprio nome (a una città o a una stirpe) era appannaggio di eroi e personaggi mitici. Erano i cosiddetti eponimi (dal greco epónymos, composto di epí “sopra” e ónoma “nome”, ossia “soprannominato”). Sebbene i miti greci siano ormai un ricordo, ancor oggi gli eponimi sono più diffusi che mai. La loro funzione è sia mnemonica (sono più facili da ricordare), sia celebrativa (rendere il giusto merito a scopritori, inventori e artisti) e se ne trovano un po’ ovunque, con una particolare concentrazione nella scienza, nella medicina e nell’arte. Non solo però. A ben guardare, nel lessico di ogni giorno si celano un’infinità di personaggi dimenticati. Eccone 10 esempi.

1. NICOTINA

Jean Nicot, ambasciatore francese in Portogallo, portò nel proprio paese alcune piante di tabacco nel 1559. La pianta, all’epoca utilizzata per le sue presunte proprietà curative, venne battezzata “herbe à Nicot” e successivamente anche la molecola prese il nome del diplomatico e accademico francese.

2. SANDWICH

Una parola inglese, ma ormai tutti la conoscono e la usano. Forse però non tutti sanno che dobbiamo il termine all’esimio Conte di Sandwich, il primo – così dicono, anche se fatico a crederlo – ad aver avuto l’idea di infilare una fetta di carne fra due fette di pane…

3. CARDIGAN

Le mode vanno e vengono, ma questo indumento rimarrà per sempre associato al VII Conte di Cardigan, uomo controverso e con il piccolo vizio della vanagloria, ma con un notevole senso dello stile.

4. DIESEL

Il motore a combustione interna, meglio noto come motore diesel, lo dobbiamo alla genialità dell’ingegnere tedesco Rudolf Christian Karl Diesel (1858 – 1913). Una curiosità: Dal 1978 Rudolf Diesel è entrato a far parte dell’Automotive Hall of Fame che raggruppa i maggiori personaggi che hanno fatto la storia dell’automobile.

5. FUCSIA

Altrimenti detto magenta elettrico, ma vuoi mettere. L’aggettivo è in uso dal 1892 e deriva dall’omonima pianta, la Fuchsia, che a sua volta deve il proprio nome al botanico tedesco Leonhart Fuchs (1501-1566). Si tratta di una dedica, dal momento che il fiore fu scoperto soltanto nel 1696-97 dal missionario e botanico Charles Plumier (1646-1704), che per lo scienziato tedesco nutriva una grande ammirazione.

6. FIASCO

Un’ipotesi pittoresca ma tutta da confermare assocerebbe il termine al nome dell’impresario teatrale triestino Alessandro Fiasco, divenuto leggendario per una serie di sventure e incidenti teatrali.

7. GADGET

Un altro prestito dall’inglese. Del resto non esiste equivalente italiano ugualmente efficace. Un gadget è piccolo, non sempre utile ma ingegnoso e, in ultima analisi, affascinante. Esattamente il genere di prodotti per cui divenne famoso Walter Gadget (1848-1918), uomo d’affari americano.

8. SASSOFONO

Il sassofono, forse non tutti lo sapranno, fu inventato intorno al 1840 da Adolphe Sax, costruttore e inventore di strumenti musicali belga.

9. LINCIAGGIO

Una brutta parola dall’origine ancora controversa, ma quasi certamente un eponimo. La versione più accreditata la riconduce a William Lynch (1742 – 1820), militare statunitense e noto fautore della giustizia sommaria. Il secondo candidato è Charles Lynch (1736 – 1796) ufficiale statunitense del tempo della guerra d’indipendenza ricordato per la sua Legge di Lynch che in sostanza legittimava il linciaggio come pratica illegale ma giustificabile.

10. CHIOSCO

Narra la leggenda che Imre Kiosk, intraprendente uomo d’affari ungherese vissuto a cavallo fra il XIX° e il XX° secolo, avrebbe fatto fortuna con una catena di 400 piccole rivendite di giornali e sigarette sparse per in tutto l’impero austroungarico. Secondo la versione più accreditata (ma meno pittoresca), la parola deriverebbe invece dal turco kösk (palazzo).

Published in World awareness

Elisabetta Maurutto

Elisabetta Maurutto

Laureata in Interpretazione (inglese e russo) presso la SSLMIT di Trieste e fondatrice di Linklab, dal 2001 porta avanti con determinazione ed entusiasmo il proprio progetto imprenditoriale nel settore dei servizi linguistici. Legge, scrive, e alla passione per le lingue somma una formazione specifica nel campo del marketing e della Business Etiquette.

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