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Sembra proprio sia così: secondo lo studio dal titolo The Foreign Language Effect: Thinking in a Foreign Tongue Reduces Decision Biases condotto da Boaz Keysar, docente di psicologia presso l’Università di Chicago, quando affrontiamo situazioni difficili pensando in una lingua diversa dalla nostra siamo in grado di prendere decisioni più razionali, meno dettate dall’emotività e quindi tendenzialmente più efficaci.
L’essere umano per sua natura non ama il rischio. L’istinto di autoconservazione ci ha insegnato a essere cauti, a temere l’ignoto, prendendo le distanze anche da situazioni potenzialmente vantaggiose. Si tratta di un comportamento istintivo, non necessariamente legato a una valutazione oggettiva degli eventi. Ebbene, la lingua madre è quella con cui ciascuno di noi ha imparato a esprimere sentimenti ed emozioni e per questo attiva reazioni istintive, non perfettamente filtrate dalla razionalità. Le cose cambiano quando ragioniamo in una lingua straniera. Pensare in una lingua “studiata” e non “vissuta” è in grado di restituirci freddezza e lucidità, permettendoci di soppesare con maggiore efficacia i pro e i contro delle situazioni.
Una notizia che potrebbe cambiare per sempre la vita di una moltitudine di eterni indecisi in un mondo che non ammette esitazioni. Nel dubbio, better think in English, o magari penser en français, e la risposta vien da sé.
Secondo lo stesso studio, pensare in lingua straniera avrebbe anche un impatto sulle decisioni di tipo etico. Ai partecipanti a un esperimento è stato posto il classico quesito imbarazzante: “sareste disposti a sacrificare la vita di un uomo per salvarne cinque?”
Del gruppo di soggetti interpellati nella loro lingua madre, solo il 20% ha risposto in modo affermativo. La percentuale è salita però al 33% nel gruppo cui la domanda era stata posta in una lingua straniera.
Lo studio apre nuovi scenari nel campo della psicologia del linguaggio. I ricercatori non hanno ancora raggiunto conclusioni definitive, ma sembra ormai provato che il processo di gestione delle emozioni sia profondamente legato al linguaggio. Non a caso impariamo a distinguere ed esprimere le emozioni nella nostra lingua madre: è quella in cui lottiamo, amiamo, soffriamo. Secondo i ricercatori pensare in una lingua straniera crea una distanza da tali emozioni, regalando una maggiore obiettività nei processi decisionali.
Secondo un’altra teoria la “distanza” si spiegherebbe con lo sforzo legato al fatto di parlare in una lingua diversa dalla nostra. La difficoltà distrarrebbe dalle emozione, rendendoci di fatto più razionali.
Studiare le lingue è stimolante, apre nuovi orizzonti, allena la mente, contrasta l’invecchiamento cerebrale. Ora sappiamo che ci rende anche più audaci nelle nostre scelte. Audaci, coraggiosi, potenzialmente più realizzati, forse più ricchi. O magari no. Ma avremo ai nostri piedi un universo di parole che non conoscevamo e la chiave per decifrare una diversa cultura, un mondo nuovo.

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